A Mantova l'impresa di qualità può essere anche etica

20 settembre 2018

Un sistema di grandi produzioni di qualità, sostenibili e sicure perché prodotte qui”, s’è detto negli anni passati a conclusione delle periodiche rivisitazioni dei caratteri del sistema agroalimentare mantovano; ma ora l’attenzione dei consumatori si sposta su altri aspetti, dal benessere animale alla cura dell’ambiente e ai diffusi fenomeni di gestione illegale del lavoro nelle campagne, dalle paghe orarie irrisorie al caporalato e così via.

Episodi presenti anche nel Mantovano, dove pure è largamente diffuso un sistema di qualità degli alimenti che attinge alle denominazioni europee Dop e Igp. Un carattere questo che aggiunge la sicurezza alimentare alla sostenibilità propria delle denominazioni e che garantisce il rispetto della legalità. Sia nei rapporti con l’ambiente, sia in quelli sociali e quindi del lavoro, sia in quelli economici. Sistema vuol dire professionalità degli imprenditori e degli operatori, vuol dire tradizione storica e innovazione e imprese con tanta cooperazione, come nel caso dell’Oltrepò e del Parmigiano Reggiano, circa l’11% del totale consortile (…)

La presenza del prodotto di qualità nel territorio della media pianura mantovana è il melone mantovano Igp, riconosciuto dall’Unione Europea, che ha favorito la costituzione di un polo d’aggregazione, tanto che vi si annovera la principale impresa italiana di produzione del melone in quantità e valore. È l’Organizzazione di produttori Francescon, attiva a Rodigo, che è esempio di impresa sostenibile anche socialmente. Infatti, il largo, quasi esclusivo ricorso al lavoro immigrato, induce il rispetto delle norme e degli accordi sindacali, perché, sostiene l’imprenditore, non può mettere a rischio i mercati internazionali con il mancato rispetto delle leggi esistenti.

In questo caso la sostenibilità e il rispetto delle norme sono integrate da attente scelte etiche. Infatti, il melone primaverile, ottenuto dalla medesima impresa in Senegal, si presta ad una operazione d’intervento nel Paese produttore.

Una frazione del valore del fatturato viene infatti destinata ad opere sociali a favore delle popolazioni senegalesi. In questi anni sono stati realizzati ambulatori, asili ed è stata acquistata un’ambulanza.

Questa esperienza d’impresa, nella produzione di Igp, suggerisce l’ipotesi che le produzioni di qualità, specie se avviate all’estero, sono garanzia di rispetto della legalità e anche spunto per esperienze e scelte etiche.

Fonte: La Cittadella

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